AGRIEURO ATTO TERZO «RIVENDITORE, CI SIAMO»

L’ultimo scatto di AgriEuro è ormai alle porte. Dietro l'angolo. Un servizio di vendita in piena regola, a chi ne farà richiesta, per i rivendi tori che hanno aderito ad AgriEuro Point. Più di quattrocento in Europa ad oggi, oltre duecento in Italia. «Il più atteso in assoluto. Il progetto è in fase di rilascio, di fatto già definito», conferma Filippo Settimi, CEO di AgriEuro, pronto ad offrire agli specialisti un pacchetto completo. Con tanti vantagggi. Prima è stato il turno dell’assistenza, passo iniziale verso lo specialista, poi dei servizi aggiuntivi fra il montaggio della macchina, il collaudo, il primo avviamento fino al collaudo a domicilio. Adesso la vendita vera e propria. Per il rivenditore un investimento a costo zero, la possibilità di attingere direttamente ai quindicimila prodotti di AgriEuro e poter contare su un e-commerce con il proprio dominio. La ragione sociale del punto vendita più l’estensione Agripoint.shop. Attraverso un gestionale realizzato direttamente dai tecnici AgriEuro, in grado di gestire ogni operazione. Senza dover far magazzino, perché gli unici saranno quelli centrali di Spoleto, Bologna, Piacenza e Novara. E senza dover trattare con le aziende produttrici e distributrici.

 

SALTO IN ALTO.

Il passo è potente. Perentorio. «Fornire, anche ad una piccola attività, uno stru mento del genere è come dargli una macchina da guerra. Una gamma molto vasta a prezzi competitivi. C’è un interesse smodato, da parte di tutti», il fermo immagine di Settimi, con l’o biettivo grazie a questa nuova leva di arrivare entro il 2026 a settecento punti vendita europei, valore ulteriore per migliorare anche i primi due servizi del disegno originario. A disposizione dei rivenditori anche un team commerciale per comprendere al meglio ogni dettaglio. Per entrare subito nel sistema, per poter essere immediatamente operativi, per oliare il prima possibile ogni meccanismo. «Più la distribuzione dei punti vendita sul territorio sarà capillare», il quadro di Setti mi, «più i servizi acquisteranno ulteriore valore. E più facilmente il cliente potrà trovarne uno vicino casa sua. Evitandoci di ritirare tutte le migliaia di macchine fra Italia ma anche Europa per adempiere agli obblighi di legge relativi alla garanzia ma consentendoci anche di poterci appoggiare ad un'officina vicina al cliente. Riducendo così i tempi ed i costi, aumentando i servizi e dando soddisfa zione alle attività sul territorio. Senza ingolfare per di più la nostra officina interna».

 

ALTRO BEL CAPITOLO.

AgriEuro intanto sta per archiviare un altro buon anno. «Soprattutto per il primo semestre», puntualizza Settimi, «in cui i numeri sono stati molto brillanti in maniera tra sversale su tutto il catalogo, mentre nel terzo trimestre abbiamo rilevato un po’ di stanchezza derivante da un mercato piuttosto calmo come prevediamo si chiuderà anche il quarto. Difficile dire perché, al di là delle motivazioni classiche che vanno dalle guerre alla situazione geopolitica fino ad una disponibilità economica in co stante contrazione, ragione a cui io, tuttavia, ho sempre creduto poco perché le stesse condizioni c’erano l’anno scorso e pure due anni fa. Anche il meteo non ha aiutato, a parte la positiva elevata piovosità della prima parte di settembre. Poi però le precipitazioni si sono drasticamente ridotte». Presto fatta la previsione per il 2026. «Considerando», la premessa di Settimi, «che nel periodo gennaio-giugno abbiamo avuto un exploit considerevole, sarà più difficile ripeter si il prossimo anno. Il primo semestre registrerà una crescita più moderata. Meglio andrà invece nel secondo. Ma è solo una mia sensazione». PUNTO FERMISSIMO. Va nel dettaglio poi Setti mi, sfogliando idealmente il vastissimo catalogo di AgriEuro. Fermandosi sui picchi più alti, sulle macchine dal maggior rendimento. «Il trattorino tagliaerba», evidenzia Settimi, «ha avuto crescite importanti, abbondantemente oltre la doppia cifra. Ma in generale tutte le macchine per il taglio dell’erba sono andate bene. Il trattorino però ancora meglio, forse perché iconico. La motosega? Il mercato professionale sta soffrendo molto. E sappiamo quando il professionista abbia un grande peso nel mercato. Noi però abbiamo una forte presenza sulla fascia del privato, il cui incremento ha controbilanciato e portato il dato generale in positivo trainando il fatturato dell’intera categoria al netto della perdita delle vendite della macchina professionale». È rimasto costante tutto sommato invece il livello dello scontrino-medio, variabile dai 300 euro dell’Italia, i 280 della Spagna, fino ai 450 del la Francia e gli oltre 500 della Germania dove AgriEuro è molto forte nella vendita di macchine dal costo elevato. Dai trattorini fino ai biotrituratori.

 

PASSO PRECISO.

AgriEuro, come da programmi, si sta spostando sempre più verso la macchina di alta qualità e il prodotto premium. «Dove c’è un mercato diffusissimo nell’online», garantisce Set timi, «più di quanto gli stessi produttori e i rap presentanti di ogni singolo marchio siano effettivamente consapevoli. È l’incontro fra il prodotto di valore, d'alto costo, ed un cliente sempre più digitalizzato che le informazioni le cerca online perché è lì che vuole trovarle senza nemmeno passare dal rivenditore specializzato che rimane tuttavia il riferimento di fiducia per il professionista che ha bisogno della macchina aggiustata magari già per il giorno successivo perché il suo lavoro non può fermarsi e perché c’è una scadenza da rispettare. Il prodotto premium, quello su cui ci concentreremo sempre di più, è quello per il privato che cerca la macchina di un certo livello e l'acquista su una piattaforma strutturata ed altamente specializzata come AgriEuro. Il mondo, volenti o nolenti, sta andando ormai in quella direzione».